CAMPUS di MATEMATICA, FISICA ASTROFISICA e SCIENZE

2a SESSIONE INVERNALE - 18-20 Gennaio 2019

Per gli STUDENTI del biennio e del triennio della SCUOLA SUPERI

Leonardo Da Vinci

Sono trascorsi 500 anni da quel lontano 2 maggio 1519 in cui moriva Leonardo da Vinci, simbolo universale e archetipo dell’intellettuale cosmopolita del Rinascimento, libero di esprimere il proprio genio artistico lontano da qualsiasi tipo di condizionamento esterno.

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"La meccanica è il paradiso della matematica perché qui se ne possono cogliere i frutti. Non c’è certezza nella scienza se la matematica non può esservi applicata, o se non vi è comunque in relazione" – Leonardo da Vinci

Leonardo è affascinato da alcuni problemi geometrici che risalgono all'antichità classica ed è convinto che la geometria contenga la chiave per interpretare la natura.

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Durante il periodo trascorso a Milano Leonardo diviene amico del celebre matematico Luca Pacioli il quale gli fa conoscere gli studi di matematica di Euclide e Archimede. L'amicizia tra i due diventa stretta al punto che Leonardo disegna con "l'ineffabile mano sinistra" - come dice il Pacioli - "i cinque corpi regolari" che illustravano l'edizione ora perduta del "De Divina Proportione" del frate. L'incontro di Leonardo con la matematica non è una novità essendo questa fondamento della prospettiva, scienza del pittore, le cui regole costituivano materia d'insegnamento nelle botteghe rinascimentali ma è una novità l'applicazione particolarmente intensa per un periodo di circa otto anni nei quali, raccontano le fonti, perse gran parte dell'interesse pratico. Tenta molteplici soluzioni al problema della quadratura del cerchio che consiste nell'usare solo riga e compasso per individuare un quadrato che abbia la stessa superficie di un cerchio dato. Progetta uno strumento per risolvere il problema dell'ottico arabo Alhazen ovvero ricercare il cammino che deve percorrere un raggio di luce che parte da un punto luminoso per giungere all'occhio dopo aver subito la riflessione su una superficie sferica. Sceglie un solido a 256 facce, detto mazzocchio, per cimentarsi nella rappresentazione prospettica di solidi dalla forma molto complessa. Nel 1967 alcuni studiosi notarono un disegno di Leonardo nel Codice di Madrid che poteva essere interpretato come una macchina da calcolo molto simile a quella poi progettata da Pascal e che è considerata la prima macchina calcolatrice.